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Nell’immaginario collettivo il barista è colui che, dietro al bancone, si occupa della preparazione di bevande, snack e stuzzichini, piatti semplici o panini.
È tendenza sempre più comune chiamarlo con il nome inglese (scelta decisamente più cool) ma in realtà tra barman e barista esistono differenze sostanziali che vanno al di là di quelle linguistiche.

BARMAN O BARISTA?

Il primo, infatti, si occupa della preparazione di bevande alcoliche, noto soprattutto per la specializzazione in Mixology, nonostante non sia l’unica esistente.
Il barista, viceversa, è un professionista che lavora nella preparazione e servizio di bevande e cibi tipici dei bar, così come i prodotti di caffetteria.

E IL BARTENDER?

Beh, si tratta più che altro di un’evoluzione della figura del barman, dovuta al fatto di doversi adattare ai tempi moderni. Se infatti, da un lato, il barman mostra un’attenzione particolare alle ricette tradizionali, al contrario il bartender mostra un approccio più moderno alla preparazione dei cocktail. Quest’ultimo utilizza spesso tecniche che velocizzano la preparazione e il servizio, rendendosi una figura particolarmente adatta ad ambienti molto popolati, come i pub.

È proprio per questo che nasce l’esigenza di trovare uno stile che sia più adatto ad ambienti come questi. Esempio pratico è il Flair, stile creato dalla necessità di preparare drink in maniera rapida ed estrosa.

Come abbiamo visto, barman, bartender e barista non sono figure diverse solo per il nome, ma presentano tratti specifici che variano in base al luogo di lavoro.

In ogni caso, sono tutte e tre figure professioniste accomunate da un elemento fondamentale: la capacità di relazionarsi con il pubblico, reinventadosi di volta in volta in base al mutare dei tempi.