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Dalla creazione di cocktail “instagrammabili” (votati interamente all’estetica) alla sempre maggiore richiesta di drink dal ridotto tasso alcolico per divertirsi tutta la notte: queste sono solo due tra le nuove tendenze del mondo del bartending. Il cambiamento è continuo e non si può dire con certezza dove si proietterà questo mondo nell’anno 2020.

Dagli Stati Uniti, ci arrivano delle idee a riguardo, con trend che iniziano a svilupparsi e che gli esperti identificano come nuove frontiere. Ecco le cinque “previsioni” più attendibili in assoluto. Godiamocele insieme!

  • Trevor Scovel, capo bar e direttore generale del Copper Spoon di Fort Wayne, ha evidenziato come lo Spritz Aperol sia tuttora uno dei drink più richiesti e crede sia ora di puntare fortemente sulle highballs. Si tratta di una famiglia di long drink (della quale fa parte proprio lo Spritz) in cui sono presenti di norma una base alcolica e un cosiddetto filler, ovvero una bevanda gassata per “riempire” il resto del bicchiere. Si stanno cercando nuovi orizzonti per queste bevande semplici, ma di qualità.
  • Kapri Robinson di Reliable Tavern (Washington DC) sottolinea come il ghiaccio sia sempre più importante nel sistema cocktail. I clienti, secondo lei, stanno iniziando a capire quanto i cubetti siano essenziali per rendere impareggiabile l’esperienza. Bisogna basarsi su fornitori di qualità e giuste dosi.
  • La voglia di introdurre componenti vegetali come ingredienti dei cocktail, in supporto degli agricoltori locali, sta crescendo vertiginosamente. Un drink che può beneficiare da questo trend in crescita è il gin, secondo il direttore generale del Laylow a Waikiki (Hawaii), allontanandosi sempre più dallo stile secco londinese. Ogni barman infatti si diletta utilizzando ingredienti unici o locali.
  • Il menù va reso più semplice, perché di cocktail troppo elaborati ne è pieno il mondo. Il problema è pratico: il costo del lavoro è aumentato vertiginosamente. Si ritiene necessario utilizzare nuove tecniche per risparmiare tempo e denaro, nella speranza che la qualità non ne risenta. Meno costi, meno lavoro, più scienza, più velocità.
  • Il ristorante di Nashville Hathorne ha come capo barista Chassidy McCray, il cui pensiero potrebbe rivoluzionare per sempre il mondo del bartending. Egli ritiene che l’industria stia diventando più apertainclusiva e, ovviamente, creativa; secondo lui, chi frequenta i bar non dovrebbe scegliere cosa bere in base a menù specifici e fissi, bensì instaurando un vero e proprio rapporto con il barman, fatto di conversazione e un mix improvvisato. Basarsi insomma esclusivamente su ciò che il cliente vuole esplorare.